{"id":260,"date":"2017-07-21T23:52:35","date_gmt":"2017-07-21T21:52:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.monicacecco.it\/?p=260"},"modified":"2017-07-21T23:52:35","modified_gmt":"2017-07-21T21:52:35","slug":"geisha","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.monicacecco.it\/?p=260","title":{"rendered":"Geisha"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-266 alignleft\" src=\"http:\/\/www.monicacecco.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/2017-07-21_11.21.361.jpg\" alt=\"\" width=\"705\" height=\"911\" srcset=\"https:\/\/www.monicacecco.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/2017-07-21_11.21.361.jpg 705w, https:\/\/www.monicacecco.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/2017-07-21_11.21.361-232x300.jpg 232w, https:\/\/www.monicacecco.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/2017-07-21_11.21.361-230x297.jpg 230w, https:\/\/www.monicacecco.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/2017-07-21_11.21.361-350x452.jpg 350w, https:\/\/www.monicacecco.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/2017-07-21_11.21.361-480x620.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 705px) 100vw, 705px\" \/>Ecco un altro mio quadro. E&#8217; una tela di dimensioni 60&#215;80. Ho usato dei colori acrilici. I due ventagli e alcune decorazioni sono in rilievo. I fiorellini blu sono stati fatti con la tecnica del &#8220;one stroke&#8221;, appresa da poco in rete.<\/p>\n<p>Era da molto che volevo realizzare come soggetto una geisha, ossia &#8221; <em>persona versata nelle arti<\/em>&#8220;, traduzione del termine giapponese. Significato ben lontano dall&#8217;idea stereotipata diffusa, idea che deriverebbe dal periodo dell&#8217;occupazione americana del Giappone, quando le geishe si intrattenevano con i soldati. Si trattava invece di giovani donne che gi\u00e0 in tenera et\u00e0 venivano lasciate dalle famiglie per entrare nell&#8217; <em>Okiya<\/em>, la casa della geisha. \u00a0Qui venivano &#8221; addestrate&#8221; a varie discipline, quali la danza giapponese classica, il canto e l&#8217;arte di servire il th\u00e8. \u00a0Vi era poi la vestizione laboriosa del Kimono e il trucco del viso, caratterizzato dagli occhi marcati di nero e dalle labbra rosso acceso. Lo scopo era diventare intrattenitrici professioniste, dotate di cultura e pagate per ravvivare occasioni sociali. \u00a0Poteva succedere anche che sottoscrivessero dei contratti con il<em> danna, <\/em>un uomo importante, il quale diventava l&#8217;amante ufficiale.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2\u00a0 l&#8217;ho appreso, leggendo, diversi anni addietro, il famoso romanzo dello storico statunitense Arthur Golden &#8220;<em> Memorie di una Geisha&#8221;<\/em> e che considero uno pi\u00f9 belli che ho letto. \u00a0Cinquecentosessantasei pagine in pochi giorni. Un romanzo ben scritto coinvolgente ed emozionante. \u00a0Le geishe erano, anzi sono (esistono tutt&#8217;ora) \u00a0delle donne avvolte nel mistero e dotate di \u00a0una particolare sensualit\u00e0. Solitamente non parlano mai delle proprie esperienze, forse per una convinzione prettamente giapponese , che tra ci\u00f2 che avviene di giorno e quello che succede alla sera, dietro le porte chiuse, non esiste alcun rapporto. Giorno e sera sono due cose separate e il \u00a0fatto che una geisha aprisse il sipario su quel mondo segreto, fu motivo di stupore anche per l&#8217;autore stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco un altro mio quadro. E&#8217; una tela di dimensioni 60&#215;80. Ho usato dei colori acrilici. 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